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Dott.ssa Jessica Lamanna

Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa Clinica

Il mio approccio clinico si fonda sul modello della Psicoterapia Cognitiva, arricchito da una prospettiva integrata che coniuga l’evidenza scientifica con una costante riflessione critica sull’esperienza terapeutica.

Utilizzo un metodo flessibile che combina strumenti propri della terapia cognitivo-comportamentale con tecniche di consapevolezza corporea e strategie innovative basate sulla personalizzazione dell’intervento.

L’obiettivo è costruire un percorso terapeutico centrato sulla persona, calibrato sulle specifiche caratteristiche, risorse e necessità del paziente.

Ogni individuo è considerato nella sua unicità, all’interno di una cornice clinica che valorizza la sua storia, il contesto di vita e i processi evolutivi in atto.

Il mio lavoro è orientato a favorire il rafforzamento delle competenze emotive e relazionali, la rielaborazione delle esperienze traumatiche e il recupero della fiducia in sé, nell’ottica di favorire benessere psicologico ed empowerment personale.

Presentazione personale

Classe 1979, sono Psicologa, Psicoterapeuta con specializzazione quadriennale in Psicoterapia Cognitiva M.In.D., specializzazione quadriennale in Sessuologa Clinica, Terapeuta E.M.D.R. II livello, EMDR Child & Youth, Master in Training Autogeno, Master in Psicopatologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
CIRCLE OF SECURITY Parent Educator.
Responsabile di Progetto in Terapia Assistita con gli Animali e in EAA e Referente d’Intervento in TAA e in EAA.

Supervisore clinico.
Docente nell’area della Formazione professionale dal 2014.
Socia Ordinaria SITCC Società Italiana di Terapia Cognitiva e Comportamentale.
Attiva nel settore clinico dal 2007.
Iscrizione all’Albo degli Psicologi del Piemonte n. 5237 del 21/01/2008.

Tipologia di utenza

  • Bambini e Adolescenti
  • Adulti
  • Coppie / Famiglie
  • Adolescenti
  • Coppie

Aree di intervento

  • Clinica dell’età evolutiva;
  • Ansia, attacchi di panico, fobie;
  • Depressione e disturbi dell’umore;
  • Disturbi di origine traumatica;
  • Difficoltà relazionali e familiari, sostegno alla genitorialità;
  • Disturbi di Personalità;
  • Disturbi del Comportamento Alimentare;
  • Autostima, crescita personale;
  • Disturbi della sfera sessuale

Competenze linguistiche

  • Madre lingua: Italiano
  • Livello B1: Inglese e Tedesco

Durata e costo delle sedute

La durata del colloquio è di 50 minuti

Per informazioni sull’onorario, contattare direttamente il professionista.

Domande Frequenti

1 – Per chi cresce: il bambino

Quando è utile portare un bambino dallo psicologo?
È indicato quando il bambino presenta difficoltà emotive, comportamentali, relazionali o scolastiche che si protraggono nel tempo: ansia, paure intense, regressioni, disturbi del sonno o dell’alimentazione, difficoltà nel controllo sfinterico, crisi di rabbia frequenti o difficoltà nell’interazione con i pari.

Come si svolge un percorso psicologico con un bambino?
Ciascun professionista valuta in base al proprio approccio e alla situazione specifica, indicativamente però il lavoro con il bambino prevede una prima fase di consultazione con i genitori, seguita da incontri individuali con il minore (spesso attraverso il gioco o il disegno) e successivi colloqui di restituzione e confronto con i genitori. L’intervento può variare in base all’età e al tipo di difficoltà.

I genitori partecipano alle sedute?
Sì, soprattutto nella fase iniziale e nei momenti di verifica. La collaborazione con la famiglia è fondamentale per favorire un cambiamento efficace e stabile. A volte è fondamentale un lavoro con i genitori in parallelo con un altro professionista.


2 – Per chi affronta l’adolescenza

Quali sono i segnali osservabili se un adolescente ha bisogno di supporto psicologico?
Ritiro sociale, calo improvviso e significativo del rendimento scolastico, sbalzi d’umore marcati, esagerati e problematici comportamenti oppositivi, autolesionismo, ansia eccessiva, difficoltà nella regolazione emotiva o cambiamenti improvvisi nelle abitudini sono segnali da non sottovalutare.

L’adolescente può venire in terapia senza i genitori?
Per i minori è necessaria l’autorizzazione di entrambi i genitori (o di chi esercita la responsabilità genitoriale), ma il percorso può prevedere incontri individuali riservati all’adolescente, rispettando la sua privacy, pur mantenendo, sempre in accordo con l’adolescente, un dialogo costruttivo con la famiglia.

Di cosa si parla in terapia con un adolescente?
Il percorso può affrontare tematiche come l’identità, l’autostima, le relazioni, la sessualità, l’ansia, lo stress scolastico o i conflitti familiari. L’obiettivo è sostenere l’adolescente nella costruzione di un equilibrio personale e relazionale.


3 – Per chi cerca equilibrio o vuole conoscere e comprendere se stesso e la sua sofferenza: l’adulto

Quando è consigliato iniziare un percorso psicologico o psicoterapico?
Quando si sperimentano disagio emotivo, difficoltà relazionali, stress prolungato, attacchi d’ansia o di panico, depressione, lutti, crisi esistenziali o una sensazione di blocco o insoddisfazione nella propria vita.

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

  • Lo psicologo è laureato in psicologia, abilitato all’albo, e può fare consulenze, valutazioni psicologiche e sostegno.

  • Lo psicoterapeuta ha una specializzazione post-lauream e può trattare disturbi psicologici con tecniche psicoterapiche, in pratica lo psicoterapeuta cura oltre al prendersi cura.

  • Lo psichiatra è un medico specialista che può prescrivere farmaci.

Quanto dura una psicoterapia?
La durata dipende dal tipo di difficoltà, dagli obiettivi concordati e dall’approccio terapeutico. Alcuni percorsi brevi si concentrano su problemi specifici, altri sono più approfonditi e richiedono tempi più lunghi.


4 – Per chi vive in relazione: la coppia

Quando è utile intraprendere una terapia di coppia?
Quando nella relazione si presentano conflitti frequenti, comunicazione inefficace, difficoltà sessuali, tradimenti, crisi di fiducia o una sensazione di distanza affettiva. È utile anche in momenti di cambiamento, come la nascita di un figlio o una separazione.

Come funziona la terapia di coppia?
Il terapeuta guida i partner nell’esplorazione delle dinamiche relazionali, facilitando la comunicazione e l’emersione dei bisogni emotivi di ciascuno. L’obiettivo non è “far tornare tutto come prima” ma, eventualmente, aiutare la coppia a trovare un nuovo equilibrio, qualunque esso sia.

Serve che entrambi i partner siano motivati?
Sì, la partecipazione attiva e sincera di entrambi è fondamentale per il buon esito del percorso. Tuttavia è possibile iniziare con un solo partner per valutare la situazione e lavorare su aspetti individuali che influenzano la relazione.


5 – Per chi ha domande sulla sessualità: Sessuologia Clinica

Quando è utile rivolgersi a un sessuologo clinico?
Quando si sperimentano difficoltà nella sfera sessuale che creano disagio personale o relazionale. Alcuni esempi includono: calo del desiderio, dolore durante i rapporti, difficoltà nell’erezione o nell’eiaculazione, anorgasmia, problematiche legate all’identità o all’orientamento sessuale.

Il sessuologo è anche psicologo o medico?
Sì. Il sessuologo clinico è un professionista (psicologo, psicoterapeuta o medico) con una formazione specialistica quadriennale in sessuologia. Questo garantisce un approccio multidisciplinare.

La terapia sessuale è solo per le coppie?
No. Molte persone intraprendono un percorso sessuologico individuale. In altri casi, il lavoro è di coppia.

Come si svolge un percorso di sessuologia clinica?
Si parte da un primo colloquio di valutazione. Segue una fase di comprensione del problema e, se necessario, un percorso terapeutico con obiettivi condivisi. Non si tratta mai di visite fisiche o invasive.

Parlare di sessualità in terapia è imbarazzante: è normale?
Sì, è molto comune. Ma il contesto terapeutico è riservato e sicuro. Già dopo i primi incontri, spesso le persone si sentono sollevate nel poterne parlare.

La sessuologia clinica affronta anche l’identità di genere o l’orientamento sessuale?
Assolutamente sì. Il sessuologo offre uno spazio di ascolto e sostegno per chi sta esplorando o affrontando questi aspetti.


6 – Miti da sfatare sulla sessualità

Informazione scientifica contro i falsi miti
La sessualità è spesso influenzata da convinzioni errate o stereotipi culturali. Ecco i più comuni:

“Il sesso deve essere sempre spontaneo e perfetto”
Falso. La sessualità cambia nel tempo. Il desiderio va coltivato, non preteso.

“I problemi sessuali sono solo fisici”
Falso. Molti hanno una componente psicologica o relazionale. Prima di iniziare un percorso, è bene escludere cause organiche rivolgendosi a ginecologo, andrologo o urologo.

“Se c’è amore, il sesso funziona da solo”
Non sempre. Serve anche consapevolezza del corpo, comunicazione e conoscenza reciproca.

“Parlare di sesso è volgare o inutile”
Falso. Il dialogo aperto è fondamentale per una sessualità sana e consapevole.

“I problemi sessuali sono rari”
Falso. Sono molto comuni e non indicano “anormalità”. Chiedere aiuto è un gesto di cura.

“Chi si rivolge al sessuologo ha un problema grave”
Falso. Anche una breve consulenza può fare chiarezza, sciogliere dubbi e migliorare la relazione con se stessi o con l’altro.

Il sapere protegge
Conoscere la propria sessualità è parte del benessere psicologico e relazionale. Il sessuologo accoglie ogni persona con rispetto, per favorire libertà, consapevolezza e autenticità.